A fine Agosto ci avviammo come ogni anno verso quel di Pachino alla ricerca del bottino rosso rubino che di inchiostro colora tutto ciò che tocca.

Vino rosso, vino rosso di Sicilia era il nostro bottino!

Riempiva le otri e le portava a spalla come un gigante bellissimo, coi muscoli tesi di un uomo sugli anta.

Lo guardavo mentre fiero legava le grosse otri rosse di amaranto colorate sul suo destriero di metallo.

Esso ci conduceva lento lento per non far versare il succo rosso, dolciastro e al profumo zuccherino di frutta.

Guardava me piccina con gli occhi pieni di ottimismo e di felicità per un lavoro pervaso di tradizione, a mio giudizio romantica, del mettere la botte del vino.

Si ripartiva alla volta di casa dove ci attendeva il faticoso lavoro del "travaso in botte". La stessa che aveva subito le attenzioni di un giorno ad essa dedicata: rotolava, si riempiva, si sciacquava e ancora rotolava... Rotolava e poi si fermava...si svuotava e poi si sciacquava e infine si fermava sui trespoli che l'avrebbero cullata per tutto l'anno.

botte su trespoli

Mettevamo sull'occhio della botte nel tentativo di accecarla, come Odisseo fece con Polifemo, un grosso imbuto di acciaio.

occhio della botte

Io tenevo l'imbuto ed egli versava il frutto della nostra avventura nella botte.

Quel succo sarebbe diventato vino, vino d'allegria, vino di augurio per tutto l'anno.

Attendavamo poi con pazienza e gioia San Martino quando il vino era pronto per essere bevuto in allegria.

Re e Regina della tavola quel giorno: vino rosso di sicilia e "fritedde " con uvette e noci.

 

Dalla dispensa

Per l'impasto:

1 kg di Farina di grano duro rimacinata

acqua q.b.

12 gr Lievito di birra

 

Uva passa

Gherigli di noci

Zucchero e/o cannella

Olio extra vergine di olive

ingredienti

Procedimento:

Formare una fontana con la farina in una bulle molto ampia e aggiungere un pizzico di sale.

Sciogliere il lievito in acqua tiepida sufficiente per ottenere un impasto elastico e molle.

Lavorare bene l'impasto fino ad avere la consistenza sopra descritta e lasciarlo riposare nella bulle coperta per almeno 3 ore.

Le uvette, le noci grossolanamente tritate si aggiungono all'impasto a pioggia nella bulle man mano che l'impasto viene prelevato con il cucchiaio.

impasto frittelle

Preparare un tegame con abbondante olio e.v.o nuovissimo di annata (così vuole la tradizione!) e quando comincerà a sfrigolare formare con l'impasto delle pallotte con l'aiuto di un cucchiaio che farete cadere dolcemente nell'olio caldo.

Attendere che dorino in superficie e poi toglierle dall'olio adagiandole su carta assorbente per togliere l'eccesso di olio.

Tuffarle infine in abbondante zucchero semolato con aggiunta di cannella.

Rotearli fino a farli coprire completamente.

guarnizione frittelle

Buon San Martino con frittelle e un bicchiere di vino!!!

Per gli amanti del rosso consigliamo un Petit Verdot PÒTTA ‘CCÁ Odisseo.

E per gli amanti del bianco consigliamo l’INSOLIA D.O.C. Odisseo.